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Ecografia e gravidanza Nell'ecografia in gravidanza valgono gli stessi principi fisici generali brevemente descritti
nella nostra pagina dei principi generali dell'ecografia. Il radiologo effettua l'esame al fine di osservare in modo
dettagliato le diverse parti del corpo materno e fetale. La sonda viene appoggiata sull'addome allo scopo di inviare,
nel corpo della donna un flusso di onde sonore che, mentre attraversano le varie strutture organiche, vengono in parte riflesse
e formano delle onde di ritorno, veri e propri echi che vengono raccolti dalla stessa sonda di emissione e convogliati all'apparecchio
(ecografo) che li trasforma in immagini visibili sullo schermo. Le ragioni per cui viene eseguita l'ecografia sono varie:
i motivi più comuni sono di stabilire l'epoca della gravidanza, la posizione fetale ed, entro certi limiti, la normalità dello
sviluppo fetale. Nella gravidanza normale sono consigliati generalmente tre esami ecografici: uno prima della 12a settimana
per confermare l'età esatta della gravidanza (mediante la misurazione della lunghezza fetale), il secondo entro la 22a per
una ricerca delle anomalie strutturali maggiori ed un terzo esame, verso l'ottavo mese, per valutare l'entità dell'accrescimento
ed accertare la posizione fetale. Normalmente, il comune esame per il cosiddetto controllo di base non dura più di dieci
minuti, il sesso può essere riconosciuto dopo il quarto mese, l'identificazione delle malformazioni fetali è più facile in
quelle maggiori ed è condizionato dalla diversa epoca di comparsa delle alterazioni stesse. La metodica ecografica ha pur
sempre dei limiti, in certi casi anche notevoli, per cui è possibile che alcune rare anomalie fetali non possano essere evidenziate
allo stato attuale delle conoscenze.
Ecografia - Principi generali
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