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Ambulatorio di Radiologia Dr. A. Sias & C.
Informazioni utili

In questa pagina sono presenti informazioni su comuni patologie. Queste informazioni sono tratte da testi medici, disponibili sia nelle biblioteche tradizionali che online.
Pazienti e persone che non esercitano le professioni sanitarie sono vivamente consigliati di rivalutare le informazioni, contenute in queste pagine e nelle pagine connesse, assieme ai loro medici.
Vi ricordiamo comunque di consultare il vostro medico per qualunque problema di salute.

I calcoli biliari

La colelitiasi (o calcolosi della colecisti) è una condizione patologica molto diffusa.
La calcolosi biliare interessa circa il 15% delle persone oltre i 40 anni e colpisce prevalentemente le donne, che ne sono affette in misura quadrupla rispetto agli uomini.
Oltre all'età ed al sesso femminile, i fattori di rischio sono anche la gravidanza, nella quale la sovrasaturazione della bile ed il ritardato svuotamento delle colecisti, sempre presenti durante la gestazione per aumento degli estrogeni e di altri ormoni sessuali, possono predisporre alla litiasi colecistica.
La somministrazione di estrogeni (pillola anticoncezionale e trattamento dell' osteoporosi post-menopausale) incrementano nelle donne la prevalenza di calcolosi delle vie biliari.
I calcoli biliari, sono composti da colesterolo o da colesterolo associato a sali di bilirubina e/o di calcio. Esistono anche calcoli costituiti soltanto da sali di bilirubina (calcoli pigmentari) o essenzialmente da sali di calcio, molto rari. Due fattori sono alla base delle formazione dei calcoli biliari: le alterazioni della vescica biliare, e la produzione di una bile anomala da parte della ghiandola epatica.
I fattori colecistici comprendono tutte le alterazioni della parete (infiammatorie e non) che possono favorire in vario modo la precipitazione del colesterolo ed anche la stasi biliare nella vescichetta, che può avere lo stesso effetto facilitante. I fattori generali intervengono con la produzione di una bile litogena per sovrasaturazione in colesterolo (che di conseguenza tende a precipitare ed a formare il calcolo) o anche, più raramente, determinando una iperproduzione di bilirubina non coniugata.
fosfolipidi ed agli acidi biliari, che lo conservano normalmente in soluzione.
Circa l' 80% di questa patologia risulta clinicamente silente e viene generalmente evidenziata per caso nel corso di un esame ecografico o radiologico. La rimanente percentuale è rappresentata dalle forme sintomatiche che si manifestano o con la tipica colica biliare o con dolori meno tipici perché di modesta intensità, presenti talvolta in sede anomala o simulanti altre patologie.
Il quadro clinico è completamente diverso nel caso si manifestino alcune complicazioni della colelitiasi. Possiamo in questa sede nominare soltanto le principali complicanze che comprendono la colecistite acuta, la calcolosi del coledoco, la pancreatite acuta, la grave peritonite da perforazione.
La diagnosi di calcolosi biliare si fa, da molti anni ormai, correntemente con l'ecografia che permette di visualizzare le formazioni litiasiche in percentuali altissime (nel 97% dei casi) anche in corso di complicazioni. L'ecografia è quindi l'indagine di scelta quando vogliamo mettere in evidenza i calcoli biliari ed appurare se concomita una dilatazione dei dotti per l' ostruzione della via biliare principale. In rare situazioni particolari possono essere utile ancora altri esami.
Il trattamento può essere medico e/o chirurgico.
Per quanto riguarda il primo, il trattamento della colica avviene con antispastici, e delle complicanze infettive con antibiotici mentre i calcoli possono essere trattati con tecniche di dissoluzione con la somministrazione di sali biliari (attuabile solo nel caso di calcoli puri di colesterolo), la litotrissia biliare extracorporea mediante ultrasuoni e la litotrissia endoscopica utilizzata nella litiasi coledocica.
Secondo alcuni i trattamenti farmacologici potrebbero rappresentare soltanto un'alternativa all'intervento chirurgico nei pazienti anziani non operabili per gravi malattie concomitanti.
Il trattamento chirurgico comprende la colecistectomia laparotomica tradizionale, a "cielo aperto", e la colecistectomia per via laparoscopica, di introduzione relativamente recente, che necessita di solo due giorni di ricovero.
Due consigli prima di concludere: il primo riguarda la litiasi biliare asintomatica (cioè quella che viene scoperta generalmente per caso, in seguito ad un esame strumentale disposto per altri motivi); in questo caso la regola attuale, seguita dalla maggior parte degli specialisti, è l'astensione terapeutica, fatta eccezione per la particolare situazione clinica di alcuni soggetti anziani.
Il secondo messaggio, riguarda il caso di pazienti che abbiano avuto coliche biliari ripetute: in questa evenienza, se non sussistono complicazioni particolari, la scelta che indichiamo è quella della colecistectomia "a freddo" per via laparoscopica.

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